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Miserabile
Miserabile sono io quando mi addentro nel giudizio...

Miserabile sono io
quando mi addentro nel giudizio
di ciò che non sei tu
e mi perdo, presuntuoso,
nell'accusare
ciò che di malvagio c'è in te.
Con la cieca arroganza
di chi si crede salvo,
punto il dito
senza vedere
da dove nasce il gesto.
Non mi accorgo
che sono io
una parte non desta di te,
un frammento smarrito
che rifiuta il proprio volto.
Miserabile
nella voce silente
che finge con ironia,
che sussurra divisione
dove non esiste frattura
e mi convince ancora
della più antica menzogna:
che io e te
siamo due.
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