Amica in tazzina - Accogliere le emozioni per fiorire
- esterbrugnacoach
- 28 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Nel coaching emotivo c’è una verità semplice e potentissima: non puoi raggiungere nessun obiettivo se prima non accogli ciò che provi.
Le emozioni non sono ostacoli, sono messaggeri. E arrivano spesso nei modi più umili, quotidiani, silenziosi.

Amica in tazzina - poesia di mia mano
Mi ero illusa di trovare una cometa
nel grembo quieto della mia stanza,
nel cerchio lieve d’una tazzina,
forse posata sopra il comò,
o custodita
nel vecchio paltò.
Convinta che l’avrei vista un giorno così per caso.
Non ebbi dunque nessun stupore:
ti riconobbi, senza rumore.
Amica per sempre
non solo di chiacchiere e parole
ma di silenzi e di nuvole su cui volare,
cassetti da scoprire,
mani su cui riposare.
Ogni tanto qualche pianto amaro
mescolato a zucchero e caffè
per brindare alla vita così com’è.
Di riso soffiato
sazio il tuo vuoto,
quando la vita è più dura;
per ritrovarti più lieta
nel giardino che cura.
L’amicizia è una scala di luce:
un gradino è incontro,
l’altro fiducia,
poi il bene cresce
finché diventa cielo,
qui
e oltre i mondi
che ci attendono sotto lo stesso velo.
Portami con te,
come una piuma:
mi poserò lieve
in una piccola piega del cuore,
dove il silenzio si fa calore,
sarò respiro
che a ogni tuo passo
fiorisca l’amore.
Proprio come accade in questa poesia, che parla di un incontro dell’anima:
"Mi ero illusa di trovare una cometa nel grembo quieto della mia stanza, nel cerchio lieve d’una tazzina, forse posata sopra il comò, o custodita nel vecchio paltò. Convinta che l’avrei vista un giorno così per caso. Non ebbi dunque nessun stupore: ti riconobbi, senza rumore."
Le emozioni vere fanno così. Non travolgono: si fanno riconoscere.
Quando smetti di cercare qualcosa di “straordinario” e inizi a stare con ciò che c’è.
"Amica per sempre non solo di chiacchiere e parole ma di silenzi e di nuvole su cui volare, cassetti da scoprire, mani su cui riposare."
Questa è l’accoglienza emotiva: non parlare sempre, non spiegare tutto, ma permettere anche al silenzio di avere dignità. È lì che nasce la fiducia in se stessi, ed è da lì che ogni obiettivo prende forma.
"Ogni tanto qualche pianto amaro mescolato a zucchero e caffè per brindare alla vita così com’è."
Nel coaching chiamiamo questo resilienza gentile: non negare il dolore, ma addolcirlo quel tanto che basta per continuare a brindare. La vita non va corretta per essere amata.
"Di riso soffiato sazio il tuo vuoto, quando la vita è più dura; per ritrovarti più lieta nel giardino che cura."
Quando smetti di vergognarti del tuo vuoto, diventa nutrimento. Quando lo ascolti, ti riporta sempre in un luogo che guarisce.
"L’amicizia è una scala di luce: un gradino è incontro, l’altro fiducia, poi il bene cresce finché diventa cielo."
Così funziona anche il percorso verso ciò che desideri: un passo è l’incontro con ciò che senti, l’altro è la fiducia di restarci. Il resto accade.
"Portami con te, come una piuma…sarò respiro che a ogni tuo passo fiorisca l’amore."
Esercizio di coaching emotivo – Cogliere la bellezza della vita
Prenditi 5 minuti oggi. Solo cinque.
Siediti con una tazzina tra le mani (caffè, tè, acqua: non importa).
Chiediti: “Quale emozione mi sta facendo compagnia in questo momento?”
Non cambiarla. Non giudicarla.
Immagina di offrirle un posto accanto a te, come a un’amica.
Scrivi una frase che inizi con: “Anche così, la vita oggi mi sta insegnando…”
Questo esercizio allena lo sguardo a vedere la bellezza non quando tutto è facile, ma quando è vero.
E lì, proprio lì, inizia ogni trasformazione autentica.




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