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Caro me stesso.

Quando impari a chiamarti per nome


Un invito al dialogo più sacro: quello con te stesso


La vera svolta non avviene quando troviamo una direzione, ma quando impariamo a fermarci.

Non perché le domande scompaiano, ma perché smettiamo di cercare fuori ciò che da sempre ci abita.

In questi spazi di ascolto profondo nasce il dialogo più autentico:

quello con il proprio .

Nel mio lavoro di accompagnamento emozionale e spirituale incontro spesso persone stanche di rincorrere versioni migliori di sé stesse. Persone che non hanno bisogno di essere aggiustate, ma ricordate.


Ricordate nella loro interezza, nella loro verità, nella loro forza originaria.

La trasformazione non avviene attraverso lo sforzo o il controllo,

ma attraverso il riconoscimento.

Quando smettiamo di giudicarci e iniziamo ad ascoltarci con la stessa presenza con cui si ascolta ciò che è sacro.

A volte non servono spiegazioni.

Serve una voce che salga dal profondo. Una sillaba. Un richiamo.

La poesia che segue non è solo un testo: è un varco. Un invito a rientrare in contatto con quella parte di noi che resta viva anche nelle tempeste.



Caro me stesso - poesia di mia mano

Oh caro me stesso!

Se potessi dirti con una sola sillaba che t’amo ti sussurrerei - IO -!

Io sono la Forza che ti avvolge e manifesta in questo scorcio di cielo, ma ricorda!

Sono anche mare, vento, sole e luna.

Mi trovi nelle bufere di neve quando pensi che sia tutto perduto.

Mi trovi nello sguardo incantato di un bimbo ogni volta che arresti il tuo dolce divenire.

Mi trovi nel tramonto infuocato quando il tuo viaggio pare tutto in salita.

Proprio lì, la follia dell’arcano guerriero incalza e vince.

È nella danza del chiaro di luna che appaio e accendo con ardente fiamma ciò che è nascosto e sommerso nel tuo splendido sangue. Ora sai chi sono!

Chiamami, gridami, dipingimi, scrivimi sui muri, come i poeti sulla carta, le odi.


Queste parole parlano di presenza, non di perfezione.

L’“IO” evocato non è l’ego che separa, ma la coscienza che unisce.

È ciò che resta quando cadono le maschere, quando il controllo si dissolve, quando la vita chiede verità.

Nel percorso di crescita interiore, arriva un momento in cui comprendiamo che luce e ombra non sono opposte, ma parti dello stesso movimento.

Il bambino incantato e il guerriero arcano convivono in noi, e attendono solo di essere riconosciuti.

Accompagnare una persona significa camminare con lei fino a quel punto in cui smette di cercarsi e inizia a sentirsi.

Dove la forza non è durezza, ma radicamento.

Dove la fragilità non è debolezza, ma un luogo di trasformazione.

L’invito finale di questa poesia è anche il cuore del mio lavoro: chiamarti, darti voce, scriverti nella vita. Non per affermarti, ma per abitarti.

Se senti che è il momento di ascoltare più profondamente ciò che ti chiama da dentro, qui trovi uno spazio di presenza, rispetto e accompagnamento.

Perché il vero viaggio non è diventare altro. È ricordare chi sei.


Un esercizio di ascolto e riconnessione


Concediti alcuni minuti in uno spazio silenzioso.

Siedi con la schiena comoda, i piedi appoggiati a terra, le mani rilassate.

Chiudi gli occhi.

Porta l’attenzione al respiro senza modificarlo.

Lascia che il corpo si assesti, come fa la terra dopo il vento.

Ora posa una mano sul petto.

Senti il battito.

Non cercare risposte, cerca presenza.

Dentro di te, lentamente, pronuncia una sola sillaba: IO

Non come affermazione mentale,

ma come richiamo.

Come se stessi chiamando a casa qualcosa che si è allontanato.

Rimani in ascolto.

Forse emergerà una sensazione, un’immagine, un’emozione.

Forse solo silenzio. Accogli qualunque cosa arrivi, senza interpretarla.

Prima di riaprire gli occhi, chiediti con gentilezza: Dove mi sento oggi? E cosa, in questo momento, ha bisogno di essere riconosciuto?

Quando sei pronto, riapri gli occhi. Porta con te questa presenza nel resto della giornata.

Puoi tornare a questo esercizio ogni volta che ti senti smarrito, stanco o distante da te stesso. È un modo semplice per ricordarti che la forza che cerchi non è altrove.

È già qui.


Un invito al percorso

Se queste parole hanno risuonato in te, è possibile che una parte profonda stia chiedendo spazio, ascolto, presenza.

Il percorso che propongo nasce proprio da qui: dal creare un luogo sicuro in cui fermarsi, sentire e riconoscere ciò che vive sotto la superficie.

Un accompagnamento che non ha l’obiettivo di cambiarti, ma di aiutarti a ritrovarti. A dare voce a ciò che è rimasto inascoltato. A riconnetterti alla tua forza autentica, quella che non impone, ma sostiene.

Ogni percorso è unico, perché unica è la tua storia.

Il lavoro avviene con rispetto dei tempi interiori, attraverso l’ascolto emotivo, la presenza corporea e una dimensione spirituale concreta, radicata nella vita quotidiana.

Se senti che è il momento di smettere di camminare da solo e desideri essere accompagnato con cura, profondità e verità, puoi contattarmi per un primo incontro conoscitivo.

Non per iniziare qualcosa di nuovo, ma per tornare a ciò che sei sempre stato.

 
 
 

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Ester Brugna 

Emotional Coach

 

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