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GLI INGABBIATI

Ci sono momenti della vita interiore in cui le emozioni smettono di essere semplici stati d’animo e diventano presenze. Presenze che bussano alla porta della nostra coscienza non per distruggerci, ma per ricordarci ciò che ancora chiede di essere integrato. Ho scritto questi versi in uno di quei momenti in cui l’anima non permette più alcuna distrazione: chiede verità, chiede profondità, chiede ascolto.

Ho scelto di mettere al centro della mia riflessione il cuore di questa esperienza, perché la poesia è il luogo in cui la mia interiorità si è rivelata senza maschere, e dove ogni emozione si è mostrata nella sua forma più nuda e sacra.



Gli ingabbiati - poesia di mia mano


Sono tutti lì dentro,

si muovono,

uno dopo l’altro

in una gabbia di urla incredule e feroci.

Cerco di farli tacere ma sono così potenti che offuscano la mia mente.

Con un ghigno rabbioso mi governano e ballano sopra ai miei piedi,

mi schiacciano con i loro stivali di passi sudati.

Lascio agire la loro ira

mi ritiro,

aspetto che se ne vadano.

E‘ questione di un attimo e si spegne la loro presenza.

Dopo la lotta, dormono o forse son morti.

Io spero, anche questa volta, che sia la disfatta e che tacciano per sempre.

La chiave della gabbia è nella mia tasca.


Questi versi sono una discesa.

Una discesa nel luogo in cui le emozioni diventano archetipi, simboli, energie vive.

Sono la testimonianza di una lotta interiore che non è solo personale: è universale.

Tutti attraversiamo momenti in cui la nostra interiorità si affolla di voci, ricordi, impulsi, paura, rabbia, desiderio, memoria. Tutti viviamo la sensazione di essere governati da qualcosa di più grande di noi.


Eppure, ciò che trasforma questa esperienza in un atto di consapevolezza è la scelta di rimanere presenti.

Non scappare.

Non zittire.

Non reprimere.

Ma osservare.


Nel momento in cui smettiamo di lottare contro ciò che sentiamo, l’emozione perde il suo potere distruttivo e rivela il suo vero volto: un messaggio. Una direzione. Una parte di noi che non avevamo ancora guardato.


Come Emotional Coach, questo è il punto che desidero consegnarti con tutta la profondità che merita: le emozioni non sono tempeste da evitare, ma portali da attraversare. E ogni portale conduce a una parte più autentica di te.


Il verso finale della poesia racchiude l’essenza del lavoro emotivo trasformativo: “La chiave della gabbia è nella mia tasca. ”Questa frase è un atto di responsabilità spirituale. È la consapevolezza che non siamo vittime del nostro mondo interno, ma i custodi della sua energia. La chiave rappresenta la capacità di scegliere, di restare, di sentire. Di liberare ciò che è pronto a uscire e di contenere ciò che ha bisogno di maturare nel silenzio.

Per integrare questa consapevolezza nella pratica quotidiana, ti propongo un esercizio professionale ispirato alla poesia.


Esercizio: “La Chiave nella Mia Tasca”:


  1. Accedi allo spazio interiore. Rallenta il respiro e porta la tua attenzione nel luogo in cui senti più movimento: il petto, lo stomaco, la gola. Permetti alla tua interiorità di mostrarsi.

  2. Riconosci la moltitudine. Nomina mentalmente le emozioni che emergono. Non giudicare, non interpretare: accogli. Ogni emozione ha il diritto di esistere così com’è.

  3. Osserva senza interferire. Rimani in ascolto. Non tentare di calmare, controllare o cambiare ciò che senti. È in questa sospensione che l’emozione rivela il suo linguaggio più profondo.

  4. Chiedi il significato. Rivolgiti a ciascuna emozione come faresti con un maestro interiore: “Cosa vuoi mostrarmi? Dove desideri condurmi? ”Lascia che la risposta emerga senza forzarla.

  5. Ritrova la chiave. Quando senti che il movimento interiore si è quietato, domanda: “Qual è la scelta di cura che posso compiere adesso? ”La risposta è la tua chiave. È la tua libertà emotiva.


Questo percorso nasce dalla mia poesia, ma appartiene a chiunque decida di trasformare il proprio mondo emotivo in un luogo di rivelazione e crescita. Ricorda: la chiave non è fuori. Non è nelle circostanze, nelle persone, nei cambiamenti esterni. La chiave è sempre rimasta nella tua tasca. Nella tua presenza. Nel tuo ascolto. Nella tua capacità di attraversare, non di evitare.


È lì che inizia la vera libertà emotiva.

 
 
 

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CONTATTI

Ester Brugna 

Emotional Coach

 

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