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S-mamma-re(rinascere da mamma a donna nuova)

Aggiornamento: 22 dic 2025

Le emozioni sono il linguaggio più autentico della nostra anima.

Non sono errori né limiti, non sono ostacoli da superare.

Sono segnali preziosi, messaggi che ci parlano della nostra profondità, dei nostri bisogni, dei nostri confini.

Accogliere le emozioni primarie – gioia, tristezza, rabbia, paura, sorpresa, disgusto – significa concedersi il permesso di sentire senza giudizio, di abbracciare ogni esperienza come insegnamento, di trasformare il dolore in nutrimento, la fatica in saggezza, la gioia in energia vitale.



S-mamma-re- poesia di mia mano


Ho dei tagli sulla pancia,

sono usciti figli e

lacrime dalla guancia.

Dimenticavo chi ero in ogni parto.

Aprivo e chiudevo porte dentro di me.

Accoglievo e accudivo con pazienza e amore fino alla prostrazione.

Confidavo la stanchezza e la preoccupazione solo al silenzio della gelida stagione.

Ogni pianto, ogni vagito si calmava con un dito,

sempre pronta a consolare e una nenia da cantare.

Piano, piano, lentamente, dalla vita ero assente.

Crescevano i bambini e i miei mali,

le mie gambe si accorciavano col passare dei Natali.

E ora sono sola a ricordare le vostre mani tese, persa in un’epoca di foto appese.

A chi mi chiede se sono addolorata solo una garbata risata

che nasconde un fiume asciutto dove i sassi sono tutto.


Ho dei tagli sulla pancia, sono usciti figlie e lacrime dalla guancia.

Queste cicatrici sono mappe di un viaggio intenso e unico. Ogni lacrima versata porta con sé la capacità di sentire, di vivere e di rinascere. In esse si nasconde il coraggio di permettere al cuore di battere nonostante la stanchezza, la forza di restare presenti anche quando tutto sembra svanire.


Dimenticavo chi ero in ogni parto.

La dedizione totale ci può far perdere di vista noi stesse. Ma dimenticare sé stesse non è un fallimento: è un segnale, un invito a ritrovare la propria voce interiore, a riconnettersi con le emozioni primarie che chiedono di essere ascoltate. La tristezza, la paura, la rabbia, la gioia trattenuta: ognuna è una guida silenziosa verso la nostra autenticità.


Aprivo e chiudevo porte dentro di me.

Le porte interiori sono confini emotivi. Saperle aprire o chiudere non è un atto di difesa, ma di consapevolezza emotiva. Ci insegna quando accogliere, quando proteggere, quando permettere alle emozioni di fluire e quando lasciarle riposare, rispettando i tempi del cuore.


Accoglievo e accudivo con pazienza e amore fino alla prostrazione.

Amare senza misura è un atto di generosità straordinaria. Ma ogni emozione repressa – rabbia, paura, tristezza – diventa energia trattenuta. Imparare a sentire ogni emozione, accoglierla senza colpa, trasforma il sacrificio in forza, il silenzio in saggezza, la stanchezza in consapevolezza.


Confidavo la stanchezza e la preoccupazione solo al silenzio della gelida stagione.

Il silenzio è maestro e compagno. In esso le emozioni trovano voce, e la mente può respirare. Ogni paura, ogni ansia, ogni dolore custodito diventa materia prima per la crescita interiore, se ci concediamo di ascoltarli senza giudizio.


Ogni pianto, ogni vagito si calmava con un dito, sempre pronta a consolare e una nenia da cantare.

Consolare gli altri insegna la presenza. Lo stesso dono va rivolto a noi stesse: la cura verso sé è la base di ogni cura autentica verso gli altri. La pazienza che dedichiamo a chi amiamo può diventare pazienza per la nostra anima, attenzione per le emozioni più fragili, ascolto per le parti dimenticate di noi.


Piano, piano, lentamente, dalla vita ero assente.

Dimenticare sé stesse è un rischio per chi ama profondamente. La chiave per ritrovare la vita è accogliere le emozioni primarie, ascoltarle come compagne di viaggio. La gioia, la rabbia, la tristezza, la paura, il disgusto, la sorpresa: sentirle tutte significa riconoscersi, restare presenti a sé stesse, e ricominciare ogni giorno a vivere con autenticità.


Crescevano i bambini e i miei mali, le mie gambe si accorciavano col passare dei Natali.

Il tempo passa, e con esso impariamo che ogni emozione ha valore. Ogni tristezza vissuta, ogni rabbia sentita, ogni paura affrontata e ogni gioia celebrata diventano nutrimento per l’anima, energia che ci sostiene e ci accompagna nel viaggio della vita.


E ora sono sola a ricordare le vostre mani tese, persa in un’epoca di foto appese.

La solitudine, se accolta, è un dono. Ci invita a guardare dentro di noi, a sentire la vastità delle emozioni che abbiamo trascurato, a dare spazio alla gioia, alla rabbia, alla paura, alla tristezza. La solitudine è il luogo in cui impariamo a diventare amiche di noi stesse, a nutrire la nostra interiorità e a ritrovare la profondità del cuore.


A chi mi chiede se sono addolorata solo una garbata risata che nasconde un fiume asciutto dove i sassi sono tutto.

Quel fiume asciutto è pieno di pietre: ogni emozione non accolta, ogni lacrima non versata, ogni paura non sentita è un sasso. Ma quando impariamo ad accogliere le emozioni primarie, il fiume ricomincia a scorrere. La forza ritorna, la luce illumina le ombre, e la vita riprende a fluire con pienezza.


Accogliere le emozioni primarie significa dare a sé stesse il diritto di esistere in ogni sfumatura: di gioire senza timore, di arrabbiarsi senza colpa, di piangere senza vergogna, di temere senza imbarazzo, di sorprendersi con meraviglia e di allontanare ciò che ci nuoce. È il gesto più potente di cura, presenza e libertà emotiva.


Essere madre, essere chi ama senza misura, è un percorso di consapevolezza emotiva, resilienza e autenticità. Ogni lacrima, ogni risata, ogni cicatrice è un insegnante. La vita ci chiede di dare senza perderci, di amare senza annullarci, di sentire senza reprimere, di accogliere ogni stagione del cuore come un dono.


E dietro ogni addio – che sia il momento in cui un figlio se ne va per seguire la propria vita, o quando lasciamo qualcosa che amiamo – c’è la chiamata a rinascere.


Ogni addio è un invito a guardarsi dentro, a ritrovare sé stesse, a scoprire nuovi orizzonti. È il momento in cui impariamo che la perdita può diventare seme di crescita, e che ogni conclusione porta con sé la possibilità di un nuovo inizio, più luminoso, più pieno, più autentico.


Siate gentili con voi stesse.

Accogliete ogni emozione, primaria e autentica.

Celebrate ogni piccolo passo, ogni sasso levigato dal fiume interiore.

Siate presenti, gentili, amorevoli con il vostro cuore.

Ogni passo verso sé stesse arricchisce tutto ciò che amiamo: figli, lavoro, relazioni, sogni. Ogni lacrima accolta, ogni paura sentita, ogni gioia celebrata è luce che illumina il cammino, anche dopo le notti più buie.


Siate meravigliose custodi della vostra anima, lasciate fluire il fiume delle vostre emozioni, e ricordate: lì risiede la vostra forza, la vostra bellezza e la vostra vera libertà.


Esercizio di coaching emozionale:

  1. Trova un luogo tranquillo e chiudi gli occhi. Respira profondamente tre volte, lasciando andare tensione e pensieri.

  2. Richiama nella mente un momento di addio, grande o piccolo, che ha lasciato un vuoto dentro di te. Sentilo nel corpo: quali emozioni emergono? Paura, tristezza, rabbia, nostalgia, gratitudine?

  3. Immagina che queste emozioni siano semi luminosi. Accoglili senza giudizio. Falli entrare nel tuo cuore, come se fossero nutrimento per una nuova vita interiore.

  4. Visualizza te stessa al centro di un cerchio di luce dorata, che accoglie ogni emozione e la trasforma in energia vitale, forza e saggezza.

  5. Ripeti mentalmente: “Accolgo ciò che sento. Mi permetto di rinascere dopo ogni addio. La mia vita è mia e la mia luce non smette mai di brillare.”

  6. Apri gli occhi lentamente. Prendi nota su un diario di ciò che senti, delle intuizioni o delle sensazioni di rinascita.


Questo esercizio ti aiuta a trasformare la perdita in opportunità, l’assenza in presenza interiore, il dolore in energia vitale, ricordandoti che ogni addio porta con sé la possibilità di ricominciare più forte, più consapevole, più autentica.


Accogli ogni emozione, abbraccia ogni addio, e permetti a te stessa di rinascere ogni giorno.

 
 
 

1 commento


nikiluca84
22 dic 2025

Un'anima meravigliosa come quella di Ester non può che essere "guida" per chi è in cerca del proprio essere. Grazie

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CONTATTI

Ester Brugna 

Emotional Coach

 

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