top of page

IL GUADO–L’ARTE DEL SENTIRE PROFONDAMENTE

Aggiornamento: 17 ott 2025

Ci sono parole che non si leggono soltanto: si vivono, si sentono, si respirano.

Oggi desidero condividere con te una poesia scritta da me, nata dall’esperienza delle emozioni che attraversano la vita come un fiume profondo. Non è solo un testo: è un invito a fermarsi, a respirare e a riconoscere ciò che si muove dentro di noi. È un’occasione per guardare con gentilezza le parti di noi che affondano e le parti che restano a galla, quelle che vegliano silenziose e che meritano ascolto.

Leggerla significa sostare, e sostare, a volte, è il gesto più rivoluzionario che possiamo compiere verso noi stessi.




"Il guado" — poesia di mia mano


Traverso a guado il corso d’acqua dove passa la mia vita,

talvolta affondo un pezzo di cuore e di me rimane vigile solo una briciola.

Prendo a grandi morsi tutto ciò che resta in superficie,

mi sazio del giorno.

Eppure sono immersa, naufraga negli abissi della notte,

riemergo solo per cogliere il respiro che mi tiene viva,

ricco d’aria e di tramonti.

Fate, mostri,

angeli, folletti,

streghe e maghetti

abitano in me, nascondendosi talvolta in qualche luogo

che nemmeno io ho mai visto.

Tace il coraggio di volerli incontrare tutti,

lascio che si accordino tra loro

e ascolto, in silenzio, la sinfonia creata.


Leggere queste parole è come guardare il proprio riflesso in un’acqua agitata: si scorge il movimento, il fluire e ci si riconosce. Ci sono momenti in cui il cuore sembra affondare, in cui le emozioni ci sommergono e ci sentiamo persi. Eppure, proprio in quei momenti, qualcosa resta vivo. Piccola, fragile e potente, quella briciola veglia. È la nostra coscienza interiore, la scintilla che ci ricorda che sentire non è debolezza: sentire è vita, è resistenza dolce e silenziosa, è l’atto più profondo di presenza che possiamo concederci.


Dentro di noi convivono molteplici energie, emozioni e archetipi. Ci sono le Fate, che portano i desideri sottili, le intuizioni delicate che vogliono essere ascoltate; ci sono i Mostri, che rappresentano le paure e le ferite che gridano per essere viste; ci sono gli Angeli, che ci ricordano che la luce c’è anche nei momenti più cupi; ci sono i Folletti, che custodiscono la spontaneità e la gioia dimenticate; e ci sono le Streghe e i Maghetti, che ci insegnano la magia della trasformazione, la capacità di trasformare l’ombra in saggezza. Non dobbiamo giudicare o reprimere nulla. La vera forza emotiva nasce quando permettiamo a tutto di trovare spazio, quando tutte le parti di noi si accordano e creano una sinfonia interiore.


Viviamo in un mondo che ci spinge a “soffocare” le emozioni, ma le emozioni non sono fiumi da fermare né tempeste da temere. Sono messaggere dell’anima, che bussano dolcemente o con forza, chiedendo solo di essere ascoltate.

Non serve combatterle né soffocarle. Basta accoglierle con gentilezza, sentirne il peso e la leggerezza, riconoscere la loro voce e lasciarle fluire attraverso il nostro corpo. Quando impariamo a stare con ciò che sentiamo, senza giudizio né fretta, scopriamo che ogni emozione porta con sé un insegnamento, un respiro, un dono. Così, anche nei giorni in cui il cuore sembra affondare, possiamo restare presenti, sostenuti dalla nostra stessa attenzione amorevole, e trasformare il tumulto in armonia, la confusione in chiarezza, il dolore in consapevolezza.


Gestire le emozioni non significa dominarle. Significa essere con loro, carezzarle con lo sguardo dell’anima, lasciarle danzare senza perderci, e scoprire che dentro ogni onda c’è una luce che ci appartiene. L’anima non si gestisce: si ascolta, si accoglie, si onora. Non dobbiamo correggere ciò che sentiamo, non dobbiamo resistere o nascondere. Possiamo semplicemente presenziare. Inspiriamo e diciamo dentro di noi: “Accolgo ciò che sento”, ed espiriamo lasciando andare la tensione, permettendo alle emozioni di accordarsi dentro di noi. Non anticipiamo il cambiamento, ci concediamo di sentire e di essere. Questo è padronanza emotiva autentica: non quella che domina, ma quella che accoglie, ascolta e trasforma.


TI DONO UN Esercizio meditativo: Il respiro del guado.


Trova un luogo silenzioso, anche solo per pochi minuti. Siediti comodamente, lascia che il corpo si ammorbidisca e chiudi gli occhi. Visualizza un fiume davanti a te, un fiume fatto delle tue emozioni. Osservalo scorrere, senza giudizio, senza fretta. Senti la parte di te che affonda, senza respingerla, e riconosci la scintilla di vita che resta accesa: la tua briciola vigile. Portale attenzione e sussurrale: “Ti vedo. Ti accolgo.” Respira profondamente, lentamente, e ripeti dentro di te: “Inspiro: accolgo ciò che sento. Espiro: permetto a tutto di accordarsi in me.” Resta qualche minuto in silenzio, senza cercare risposte. Quando aprirai gli occhi, ringrazia ogni parte di te: le luci e le ombre, le paure e le gioie, i desideri e i sogni. Sussurra: “Mi permetto di sentire. Mi permetto di essere.”


Attraversare il guado ci insegna che sentire profondamente non è fragilità, ma forza gentile e coraggio silenzioso. Ogni volta che affondiamo un po’ e poi riemergiamo, portiamo con noi nuova consapevolezza, nuova armonia dentro la nostra anima. Il guado non è una meta da raggiungere, ma un flusso da vivere con presenza, dolcezza e attenzione a ogni sfumatura del nostro mondo interiore.

Ogni respiro consapevole, ogni emozione accolta, ogni parte di noi ascoltata ci avvicina alla nostra autenticità più profonda, alla nostra sinfonia interiore, alla nostra capacità di stare nel flusso della vita senza perderci.

 
 
 

Commenti


CONTATTI

Ester Brugna 

Emotional Coach

 

+39 347 057 9290

www.esterbrugnacoach.com

​​

  • Instagram
  • YouTube

© [2025] [Ester Brugna], Tutti i diritti riservati 

Powered and secured by Wix

bottom of page