top of page

Mi pareva camminassimo in due





La morte non è mai una separazione semplice. Non è solo un addio, né una ferita da chiudere in fretta. È un invito a fermarsi, a sentire, a entrare in contatto con ciò che siamo nel profondo e con ciò che amiamo, anche quando sembra impossibile. È un invito a sentire ogni emozione senza resistenza, a lasciarla fluire, a permettere al dolore di diventare guida, al vuoto di diventare spazio, alla nostalgia di diventare luce.


"Mi pareva camminassimo in due" - Poesia di mia mano


Forse un soffio solo

interrompe questo mio sentirti accanto.

Un passo dopo l’altro

la tua presenza è sempre più forte.

Nel sentiero

il tuo viso dolce, mi appare

e la tua mano sfiora la mia.

Sono partita sola

e ora ci sei tu al mio fianco.

E’ proprio vero, penso,

la morte ci divide solo in pezzi,

separa i corpi

ma non la voce che parla

attraverso i nostri cuori.

Le carezze scivolano sui sassi.

Vorrei fermare il tempo

e stare ad ascoltarti,

lasciarmi coccolare come un tempo.

Il silenzio intorno

ritorna

e non ci sei più.

Il prezioso momento presente

è di nuovo passato.

Ti rincontrerò, lo so,

ogni volta che ti lascerò libera

di decidere se abitare il tuo ricordo".


Leggere questi versi è come camminare in un luogo segreto dell’anima. Forse un soffio solo interrompe questo mio sentirti accanto ci mostra che, anche nella solitudine più profonda, il legame non si spezza.

C’è sempre un filo sottile che vibra tra i cuori, un respiro invisibile che accompagna ogni nostro passo. La poesia ci invita a sentire, a percepire, a restare presenti a ciò che emerge, senza respingere nulla. Ogni passo nel dolore è un passo verso l’ascolto di sé stessi, verso l’incontro con le emozioni più autentiche, quelle che spesso evitiamo per paura di essere sopraffatti.


Nel sentiero il tuo viso dolce, mi appare e la tua mano sfiora la mia. In queste parole risiede una verità profonda: l’amore continua a esistere, anche quando sembra impossibile. La presenza fisica può mancare, ma ciò che abbiamo amato vive attraverso la memoria, attraverso le emozioni che continuano a vibrare dentro di noi. Accogliere pienamente il dolore significa permettere al cuore di sentire, senza giudizio, senza fretta, senza colpa. Significa dare valore a ogni lacrima, a ogni nodo di nostalgia, a ogni fremito di solitudine come un segnale che l’amore non è svanito, ma si è trasformato.


Sono partita sola e ora ci sei tu al mio fianco. Il cammino del lutto è questo: partire nel vuoto, percorrere sentieri sconosciuti, e scoprire che la presenza di chi amiamo non è sparita, ma ha assunto forme nuove, più sottili, più spirituali. Ogni ricordo, ogni sensazione, ogni carezza mentale diventa una guida, un compagno silenzioso che ci accompagna lungo il cammino. Accogliere pienamente le emozioni significa respirare con esse, lasciarle fluire nel corpo e nel cuore, riconoscere che sono parte della vita che continua a battere dentro di noi.


Le carezze scivolano sui sassi ci insegna che ciò che abbiamo condiviso non si perde mai. Ogni gesto, ogni parola, ogni momento di intimità rimane inciso nell’anima, invisibile ma reale. E quando il silenzio ritorna e la loro voce sembra svanire, possiamo ancora sentire l’amore che ci lega, un filo luminoso che attraversa l’assenza, che accompagna i nostri passi, che ci invita a restare vivi e presenti.


Ti rincontrerò, lo so, ogni volta che ti lascerò libera di decidere se abitare il tuo ricordo. Questo verso ci insegna che il vero amore non possiede, non trattiene, non giudica. Ci invita ad aprire uno spazio interiore in cui il ricordo può tornare quando vuole, leggero e libero, senza ferire né essere ferito. È una pratica di libertà emotiva: lasciare andare e al tempo stesso accogliere, sentire la mancanza senza esserne sopraffatti, sentire l’amore senza cercarlo fisicamente, riconoscere che la connessione continua a esistere nel cuore.

Attraversare il lutto significa imparare a camminare tra assenza e presenza, tra dolore e gratitudine, tra ricordo e vita quotidiana. Ogni emozione, ogni sensazione che emerge – la tristezza, la nostalgia, la rabbia, la paura, la dolcezza dei ricordi felici – ha diritto di esistere.


Non resistere, non giudicare, non reprimere. Accogli ogni sentimento come un messaggero che ti ricorda che l’amore persiste, anche se invisibile. Solo accogliendo pienamente le emozioni possiamo permettere al cuore di guarire, di trasformare il dolore in energia vitale, in presenza sottile che ci sostiene, ci guida, ci insegna.



Meditazione guidata – sentire la presenza invisibile


Trova un luogo tranquillo e comodo.

Chiudi gli occhi e porta una mano sul cuore, come gesto di cura verso te stesso. Inspira lentamente, percependo la luce e il calore che entrano dentro di te. Espira, lasciando andare tensioni, rigidità, resistenze.

Visualizza il sentiero della poesia. Cammina lentamente, sentendo il cuore scandire il passo. Ogni ricordo, ogni sensazione, ogni carezza mentale è un compagno di viaggio.

Non cercare forme precise: può emergere un volto, un odore, un gesto, o un semplice calore nel cuore.

Porta attenzione a ciò che senti. Tristezza, nostalgia, rabbia, paura, amore, gratitudine: accogli ogni emozione senza giudizio. Osservala, respira con essa, lasciala fluire attraverso il corpo, riconoscendo il messaggio che porta. Ogni emozione è un ponte che collega il passato al presente, la perdita alla presenza, il dolore all’amore.

Sussurra dentro di te: “Non ti trattengo. Ti lascio libero, ti lascio libera, di tornare quando il mio cuore saprà accoglierti come luce, e non come ferita. Io resto qui. In ascolto. Presente. Vivo.”

Rimani in questo spazio, percependo ogni respiro, ogni emozione, ogni battito. Lascia che l’amore invisibile continui a vivere dentro di te, come un filo che attraversa la vita, come respiro silenzioso che guida e accompagna ogni tuo passo.

Col tempo, comprenderai che la morte non interrompe l’amore, lo trasforma. Lo rende più sottile, più intimo, più spirituale. Ci insegna a sentire con l’anima, a dialogare con ciò che abbiamo amato senza possederlo, a camminare nel dolore con gentilezza e consapevolezza. Quando smettiamo di lottare contro l’assenza, l’amore smette di essere ferita e diventa respiro invisibile che continua a vivere, silenzioso ma reale, dentro di noi. Ogni passo, ogni ricordo, ogni respiro diventa così un ponte verso la vita, verso la serenità, verso una presenza che non muore mai. Diventa respiro invisibile che continua, silenziosamente, a vivere in noi.


La morte non è solo separazione, è un maestro silenzioso; accogliere le emozioni che porta con sé, comprenderle e attraversarle con consapevolezza è il cammino attraverso cui il cuore impara a trasformare il dolore in saggezza e amore duraturo.

 
 
 

Commenti


CONTATTI

Ester Brugna 

Emotional Coach

 

+39 347 057 9290

www.esterbrugnacoach.com

​​

  • Instagram
  • YouTube

© [2025] [Ester Brugna], Tutti i diritti riservati 

Powered and secured by Wix

bottom of page